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A Firenze La Venere del Botticelli e le altre

A Firenze La Venere del Botticelli e le altre

Oggi vogliamo rendere omaggio alla Dea dell´Amore : Afrodite conosciuta anche come Venere. A Firenze ce ne sono diverse versioni , alcune famosissime altre meno ma non per questo meno belle.

Chi non conosce la bellissima Nascita di Venere del Botticelli esposta agli Uffizi, icona di bellezza femminile per eccellenza? Botticelli, la dipinse per Lorenzo di Pier Francesco de´ Medici (cugino di Lorenzo il Magnifico) intorno al 1482-1485. Dimenticata per anni venne riscoperta nel XIX secolo e da allora innamora e affascina chiunque la vede. Una sinuosa figura di donna con una folta capigliatura bionda, che su una conchiglia viene sospinta dal vento Zeffiro e dalla Brezza Aura verso la costa dove una fanciulla l´aspetta pronta a coprirla con una veste fiorita.

Altra Venere famosa e bellissima è la Venere de´ Medici: questa volta si tratta di una statua ospitata nella Tribuna degli Uffizi. Un marmo di origine ellenistica del I secolo a. c. Pensate nel XIX secolo, quando gli Uffizi vennero aperti al grande pubblico, la prima cosa che i visitatori facevano era renderle omaggio facendole il baciamano. Talmente ammirata che Napoleone la volle per il Louvre, la fece rapire” e commissionò al Canova una copia per rimpiazzarla , copia che oggi si può ammirare alla Galleria Palatina . La chiamano la Venere Italica ( 1804-1812) e la possiamo ammirare indovinate un pò….. nella stanza dedicata a Venere affrescata da Pietro da Cortona nel 1641-42.

La ritroviamo nuda, sempre agli Uffizi, adagiata su un letto disfatto con una bella chioma rossa adorna di perle e rose che guarda ammiccante senza pudore l´osservatore: è la Venere di Tiziano. Dipinta nel 1537 per Guidobaldo della Rovere che la regalò alla giovane sposa, Giulia da Varano, per istruirla sugli aspetti dell´ amore coniugale: sensualità e fedeltà.

Non possiamo non citare la Venere e il Satiro del veneziano Annibale Carracci (Uffizi), perché ci fa divertire e sorridere. Nel quadro si vede la Dea di spalle che copre la sua nudità mentre un Satiro le offre dell´uva e cerca di sedurla. Pettegolezzi giunti fino a noi dicono che il modello per la schiena di Venere fosse il cugino dell´artista Ludovico ma per i lettori più seriosi possiamo dire che in realtà s´ispirò alla Diana e Callisto di Tiziano.

Meno conosciuta è l´Afrodite di Doidalsas. Questa splendida figura accovacciata in procinto di lavarsi si trova nel corridoio dei marmi ellenistici degli Uffizi. La resa della figura è così realistica che quando la si osserva si viene immediatamente rapiti da tale bellezza e non ci si accorge delle molte parti aggiunte durante i restauri effettuati nel corso dei secoli. In passato i resti di statue antiche venivano restaurati aggiungendo le parti mancanti altrimenti la statua non era considerata bella: oggi un´operazione simile sarebbe un´eresia!

Spostandosi a Palazzo Vecchio si possono ammirare altre due versioni della nostra. Nello Studiolo di Francesco I, una camera delle meraviglie per gli oggetti più rari del giovane principe, una piccola ma bellissima statua in bronzo dello scultore Vincenzo Danti . Poco distante dallo Studiolo, nel Quartiere degli Elementi, la vediamo affrescata da Giorgio Vasari su una conchiglia , così come fece Botticelli prima di lui. Anche Vasari vuol raccontare il mito della nascita di Venere che in questa stanza sta a rappresentare l´elemento Acqua. La figura di Venere è più massiccia rispetto a quella del Botticelli: siamo ormai nel periodo della Maniera” e l´ algida grazia del Rinascimento è un lontano ricordo, ma il risultato non è meno affascinante.

Katia Perini

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